avantgarden gallery

CONTATTI 

Via Tertulliano 68 – Milano

Tel. 3403513709

 E-mail: avantgardengallery@gmail.com

www. avantgardengallery.com

Inaugurazione  11 Ottobre  h. 18.30 / 22.00

12 Ottobre h. 14.00 / 19.00

13 Ottobre h. 14.00 / 19.00

Mostra

Marco Grassi aka Pho, Terrain vague


Un vecchio studio. Una nuova galleria.
La storia di un artista e del suo spazio che si ritrovano. Un’ energia primitiva che spinge una forma misteriosa a riemergere dal pavimento.
La restituzione dal sottosuolo di un codice antico cui Pho si presta a ridare vita assecondando la sua brutale natura.

Il cemento e la polvere escono come isole vulcaniche dalla profondità della terra riportando tracce di un passato e resti di vita.

Le superfici graffiate e i residui illuminati da una luce radente evocano uno scenario apocalittico, ma la dimensione è intima, di dialogo, di un rapporto d’ amore interrotto che preme da entrambe le parti per tornare a vivere.

Il lavoro metodico di Pho vuole cristallizzare questo momento e il suo studio indagine percorre a ritroso i cambiamenti della materia nel tentativo di analizzare l’ energia del profondo e il caos della creazione e riportarvi l’armonia.

Allo stesso modo chi osserva sente il bisogno di rallentare e alzando gli occhi sulla grande parete della galleria può perdersi nelle immagini in movimento lentissimo di Ice Lake. Trasformazioni naturali come valanghe o ghiacciai che si sciolgono disegnano suggestivi panorami artificiali.

Emerse dal mare le sue grandi tele lavorate ad olio si innalzano sugli altri muri: raccontano fondali rocciosi dove le forme organiche di fossili e faglie si mescolano a frammenti di un’ architettura misteriosa.
Come in un diorama dell’ idealismo romantico in questi quadri della natura si affrontano il senso del sublime e la consapevolezza dell’ artificio.

La video installazione realizzata da Pho all’ interno del collettivo le Grand Verre con Manuel Muccio direttore della fotografia, sottolineata da sequenze musicali stranamente familiari create da Nic Sarno, toglie qualche certezza su grandezze e proporzioni e apre al metafisico.

Lo sguardo ritorna così al centro dello spazio dove la roccia primordiale che ricorda i paesaggi scalfiti dal vento e dal sale della Bretagna, luogo elettivo di Pho, con la sua superficie coperta da orme e rilievi, si ritrova in cattività nello studio galleria di Milano.

Lo spettatore è messo di fronte alla presenza di un futuro post industriale disseminato di indizi e simboli capaci di dare un senso ai segni del tempo e a quelle impronte enigmatiche: deve cercare una via più intima e libera al tempo stesso, di per se’ effimera ma densa di significato.

Violetta Semino

BIOGRAFIA

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