Cortesi Gallery

CONTATTI 

c.so di Porta Nuova 46/b – Milano

Tel. 02 36 75 65 39

 E-mail: info@cortesigallery.com

www.cortesigallery.com

Inaugurazione  11 Ottobre  h. 10.30 / 21.00

12 Ottobre h. 12.00 / 18.00

13 Ottobre h. 12.00 / 18.00

Visita guidata

Heinz Mack: The Breath of Light


Questa mostra alla Cortesi Gallery, curata da Francesca Pola, è la prima mostra monografica dedicata all’artista in Italia che intenda ripercorrere con questa ampiezza il suo intero iter creativo.

Heinz Mack (Lollar, 1931) è una figura fondamentale nell’arte della seconda metà del XX secolo: artista radicale e rivoluzionario, attivo dagli anni Cinquanta nel segno di un’essenzialità espressiva e operativa in continuo rinnovamento.
Questa mostra alla Cortesi Gallery, curata da Francesca Pola, è la prima mostra monografica dedicata all’artista in Italia che intenda ripercorrere con questa ampiezza il suo intero iter creativo. Si colloca a quasi sessant’anni dalla sua prima personale italiana, che si tenne nel 1960, proprio a Milano, alla Galleria Azimut, su invito di Enrico Castellani e Piero Manzoni, seguita da quella nel 1963 alla Galleria Cadario.
Realizzata in stretta collaborazione con l’artista e il suo studio, l’esposizione raccoglie una serie di esempi fondamentali del suo lavoro, concentrandosi su uno dei nodi principali della sua riflessione creativa: la relazione tra luce, colore, struttura e spazio. Le opere esposte, molte delle quali di grande dimensione, vanno dal 1959 al 2018 e segnano momenti cruciali di un’attività creativa che ha visto Mack collocarsi precocemente tra i protagonisti della scena artistica internazionale.
Tutto il lavoro di Mack si è da sempre concentrato sul ruolo fondamentale della luce come fattore costitutivo della visione, facendone il fulcro di una poetica che ha inteso modificare radicalmente le coordinate dell’arte contemporanea. L’artista, iniziatore nel 1957 (con il collega e amico Otto Piene) del movimento internazionale di ZERO, ha sperimentato una pluralità di tecniche che vanno dalla pittura al rilievo, dalla scultura all’installazione, dal disegno alla scrittura, dalla fotografia al film. Non solo ha impiegato creativamente materiali non convenzionali legati al mondo industriale, quali ad esempio resine sintetiche, alluminio, plastica, plexiglas, vetro, acciaio, dispositivi luminosi e cinetici; ma ha anche saputo innovare profondamente l’uso e i risultati di quelli in apparenza più convenzionali, quali ad esempio olio, acrilico, marmo, bronzo. L’identità tra luce e colore, declinata in forme di relazione dialettica e attiva quali struttura, vibrazione, ritmo, costituisce il fattore centrale di continuità e metamorfosi della sua opera, che si intende presentare in questa mostra attraverso il “respiro” di questa luminosità (in) variazione di superfici e spazi.

BIOGRAFIA

Cortesi Gallery


L’esposizione prende le mosse da una rarissima opera del 1959 appartenente al ciclo dei “Lichtrelief”, “rilievi luminosi” in alluminio, che venne esposta nel gennaio 1960 alla Galleria Azimut di Milano nella storica mostra “La nuova concezione artistica”, e dedicata sul retro all’amico artista Piero Manzoni. In parallelo a questo e altri “rilievi luminosi”, è esposta una selezione di significativi dipinti dal ciclo delle “Dynamische Struktur” (strutture dinamiche), molte delle quali presentate in significative occasioni espositive dei primi anni di ZERO (ad esempio, alla Hessenhuis di Anversa o alla Galerie Schmela di Düsseldorf), che interpretano il medesimo tema della vibrazione luminosa attraverso una analoga strutturazione e una tavolozza cromatica ridotta all’essenzialità di neri, bianchi e grigi. Due importanti sculture Stele di tre metri (1966), nel loro catalizzare la luce attraverso vetri e lenti, si presentano come dispositivi di modificazione dello spazio, insieme al grande Erzengel Michael und Gabriel (Archangel Michael and Gabriel) del 1972.
È da questa stessa zona liminale del colore, tra luminosità e buio, che Mack considera luogo germinale della visione, che matura la grande transizione del 1991, quando l’artista si concentra su un nuovo lavoro pittorico che traduce in un’inedita e sorprendente chiave cromatica le sue intuizioni di ridefinizione della superficie e dello spazio. Nascono così le monumentali “Chromatische Konstellation” (costellazioni cromatiche): una pittura dirompente, fatta di colori puri, nella quale non c’è nulla di naturalistico o descrittivo, quanto piuttosto un dispiegarsi dello spettro luminoso come distillato di pensiero ed energia. In mostra sono esposti veri e propri capolavori del ciclo, come Ex Tempora (1998), opera di quasi quattro metri per tre che materializza esemplarmente questa visione del colore come spazio e luce, che procede per gradi intermedi di oscillazione, in opere dove tutto è ritmo, sequenza armonica di un espandersi cromatico in libere sensualità e dirompente luminosità. A completamento della mostra, sono anche presentate alcune sculture che indagano in chiave tridimensionale questi aspetti, come Circular Space Sculpture - Large Colour Spiral (2000). Una particolare attenzione è dedicata alla recente attività dell’artista, nella quale la dialettica di colori puri delle sue “Chromatische Konstellation” (costellazioni cromatiche) del 2018, stratificate o giustapposte, in contrappunto o gradazione, articolano le spazialità della superficie in nuove, radiose armonie tonali.
La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue (italiano / inglese), curato da Francesca Pola ed edita da Skira, che include un ampio saggio critico con fotografie di contesto, le immagini di tutte le opere in mostra, una significativa selezione di scritti dell’artista in relazione ad esse, vedute della mostra, e un’appendice bio- bibliografica. Fondato su un’estesa ricerca storico-artistica, intende offrire nuovi spunti e occasioni agli studi internazionali sul lavoro di Heinz Mack.