Galleria Lorenzo Vatalaro

CONTATTI 

Piazza San Simpliciano – Milano

Tel. 3358385509

 E-mail: info@gallerialorenzovatalaro.it

www.gallerialorenzovatalaro.it

Inaugurazione  11 Ottobre  h. 18.00 / 19.30

12 Ottobre h. 10.30 / 12.30-15.30 / 19.30

13 Ottobre h. 10.30 / 12.30-15.30 / 19.30

Apertura rotoli

Enzo Basello, pitture inedite  
 


L’opera di Enzo Basello (1938-2011) inizia nei primi anni ‘60 e si protrae per oltre un quarantennio. Artista storicizzato, divenne presto uno dei protagonisti della scena artistica milanese. Figura schiva e riservata, si ritirò gradualmente fino al “nascondimento” per concentrarsi sulla propria ricerca. Dopo la sua scomparsa nel 2011, sono state rinvenute nel suo studio numerose opere riferite a diversi cicli. Carte e tele dipinte sin dal 1991, rinchiuse in tubi ed etichettate con titoli, misure, quantità.
Da allora, come un messaggio chiuso nella bottiglia, si conservano intatte opere inedite.
Con questa esposizione, si offre l’occasione di aprire i tubi e vedere una selezione significativa di pitture.

BIOGRAFIA

ENZO BASELLO


Dopo aver frequentato la Civica scuola di Pittura Federico Faruffni diretta da Giovanni Fumagalli e lo scultore Luigi Grosso, lavora con il pittore Vittorio Basaglia.
Dal 1963 al 1965, partecipa alla stagione del Quartiere delle Botteghe di Sesto San Giovanni, dove viene in contatto con gli artisti più interessanti del momento tra cui Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Arturo Vermi, Mario Bionda, Attilio Forgioli. Le sue prime prove pittoriche possiedono un fervido carattere gestuale ed espressionista che, attraverso la tecnica dell’action painting di cultura statunitense, trova il suo sostanziale riferimento in Franz Kline. Ma la sua ricerca si muoverà sempre su un doppio binario, quello appunto della modalità informale, quanto quella di un biomorfismo organico, e psicologico.

Dal 1964 al 1966 si occuperà di design, “...ho costruito prototipi non “funzionali”, per escludermi a priori dai riti del consumismo industriale...” Tommaso Trini paragona questi strani oggetti d’arredamento ad “objets trouvees” intensamente metafisici.
A questo periodo risalgono le frequentazioni con Fernanda Pivano e Ettore Sottsass.
Nel 1966 fonda con Gianni Scarpelli il gruppo Palumbo’s e insieme realizzano pionieristici Happening fino al 1969.
“Legati tra di loro da una fortissima solidarietà- amicizia – commenterà Matteo Guarnaccia – furono veri anticipatori di tendenze di là da venire: Happenings, body-art, teatro di strada”.
Nel 1970, sciolto il gruppo, Basello ritorna a concentrarsi sul proprio lavoro individuale, prima con le Jute, e Il Dentro e Fuori, pitture che trovavano riferimenti nella cultura Zen e un parallelo con il gruppo Gutai. In seguito, forte delle precedenti esperienze dell’informale di Castellani, Manzoni, e Fontana, si dedica ai gessi e ai Materici. A proposito Flaminio Gualdoni osserverà: “c’è un ritorno alla visualità della supercie, alla materia come componente lirico-espressiva, al colo- re come visualizzazione della pulsione psichica”.
Dal 1975 inizia a lavorare con le carte colorate a una serie di collage dal titolo Veline che ispireranno una raccolta di versi del poeta Raffaele Carrieri dal titolo Scaglie di Venere, edite da Lucini. Questa ricerca lo condurrà al tema delle Maschere. “Una cristallina consapevolezza- commentava Luigi Cavallo - una capillare esplorazione dell’effimero umano esposto ad ogni intemperie“ e così Cesare Chirici: “si arriva, per successivi scarti, ad una deflagrazione dell’io”.
Dalla metà degli anni ’80 dipinge su tela, con colori acrilici. Sono opere contaminate da morbi geometrici e frastagliate prospettive dinamiche. Nei primi anni ’90 torna a dipingere scegliendo come supporto la carta. L’intenso soggetto della Maschera notturna, si interfaccerà con dipinti di paesaggio, investiti anch’essi della stessa intima e trasfigurata Natura. In questa corposa fase matura, Basello scandaglia a suon di pittura la sua ricerca – Maschera specie, Liber, Quale Natura?, Figure naturali, Matrice, l’io caduto – sono opere che lo impegneranno fino al 2000. Sono lavori in cui i diversi aspetti delle precedenti ricerche si condensano in un’unica medesima sostanza, verso lo svolgersi di un processo metamorfico e spirituale “Vi è nel sacro uno spazio dove l’uomo vive totalmente la propria identità elettiva. Altro invece è quel luogo dove la specie muta, indefinitivamente trasformata” (Basello, 1462.40).
Da questo momento il suo segno gestuale tenderà a placarsi, verso un ordine e una misura di ascendenza teorica. Saranno le esperienze ultime della Percezione del Sè.